
Armonika Holistic Festival riceve il patrocinio del Comune di Ferrara
17 Dicembre 2025
Location – Hotel Duchessa Isabella, Ferrara
4 Gennaio 2026Ci sono persone che entrano nella nostra vita in punta di piedi.
Non fanno rumore, non chiedono spazio, non pretendono nulla.
Eppure restano.
Restano a lungo, a volte per sempre.
Non nei gesti eclatanti, ma nelle pieghe sottili della memoria, nei pensieri che tornano all’improvviso, nelle domande che ci accompagnano negli anni.
Giovanni era una di queste persone.
Non è facile spiegare cosa lasci una persona così. Non è un ricordo preciso, non è un episodio isolato. È piuttosto una sensazione che continua a vibrare, un filo invisibile che lega il passato al presente. Giovanni aveva questo modo raro di stare al mondo: discreto, attento, profondamente umano.
Non cercava di insegnare, ma insegnava.
Non parlava di spiritualità, ma la incarnava.
Il percorso che oggi mi ha portato a essere Operatore Olistico e a dare vita all’Armonika Holistic Festival non nasce da una decisione razionale o da un’idea maturata a tavolino. Nasce molto prima.
Nasce da lontano.
Nasce da un tempo in cui non avevo ancora le parole giuste per definire ciò che sentivo, ma sentivo chiaramente che qualcosa, dentro di me, si stava muovendo.
Era l’inizio degli anni ’90.
Mio fratello Matteo aveva intrapreso il suo cammino nel buddhismo di Nichiren Daishonin e, come spesso accade tra fratelli, mi prese per mano e mi portò con sé.
Fu un periodo intenso, fatto di ricerca, di ascolto, di domande profonde.
Un tempo in cui si parlava di senso, di destino, di responsabilità verso la propria vita.
Un tempo in cui anche il corpo veniva ascoltato in modo diverso, attraverso l’alimentazione macrobiotica, attraverso una nuova attenzione a ciò che ci nutre davvero.
Erano anni vivi.
Le compagnie erano numerose, autentiche, piene di scambi reali. Si stava insieme senza fretta, si parlava a lungo, si condivideva. Ed è lì, in quel tempo sospeso tra giovinezza e scoperta, che incontrai Giovanni.
Con lui, e con molti altri amici, partecipammo a incontri, meeting, momenti di pratica e di dialogo. Non erano solo appuntamenti: erano esperienze. Anche quando, col passare degli anni, il mio percorso prese altre direzioni, ciò che avevo vissuto non si dissolse. Rimase. Rimase come restano le cose vere: in silenzio, ma con radici profonde. Come un seme che non smette di lavorare sotto terra, anche quando sembra dormire.
La vita, poi, fa quello che meglio sa fare: cambia le traiettorie, allontana, separa. Giovanni e io ci perdemmo di vista, come succede spesso. Ma certi legami non si spezzano, si trasformano. E infatti, anni dopo, Giovanni tornò nella mia quotidianità.
Ci ritrovammo senza bisogno di spiegazioni, per lavoro, per amicizia, per il semplice piacere di parlare.
Con Giovanni non si parlava solo di ciò che si faceva. Si parlava di ciò che si è. Si parlava tra le righe. Sapeva ascoltare davvero, Giovanni. Aveva uno sguardo che non giudicava, una presenza che accoglieva. Una sensibilità che non aveva bisogno di essere dichiarata, perché si sentiva.
Conosceva il mio percorso, lo seguiva con interesse sincero. Quando gli parlai dell’Armonika Holistic Festival, vidi qualcosa accendersi nei suoi occhi. Era curioso, partecipe, profondamente presente. Mi chiese di tenerlo informato, voleva sapere come cresceva, come prendeva forma.
C’era in lui una gioia quieta, quella di chi riconosce qualcosa di vero.
Non sapevo, allora, che stava affrontando una battaglia così grande.
Giovanni non mi parlò mai della sua malattia. Forse per proteggere. Forse per discrezione. Forse per non appesantire gli altri con il proprio dolore. O forse perché era semplicemente fatto così: più attento agli altri che a sé stesso, più incline a custodire che a chiedere.
La sua scomparsa ha lasciato un vuoto.
Un vuoto che si sente.
Ma ha lasciato anche una presenza. Perché Giovanni non se n’è andato davvero. Vive nei ricordi, certo, ma anche nei gesti, nelle parole non dette, nei silenzi condivisi. Vive in quella visione olistica della vita che per lui era naturale, istintiva, autentica. Vive in ogni ricerca sincera, in ogni atto fatto con consapevolezza.
Ed è per questo che oggi, con un’emozione che nasce dal profondo e con una gratitudine che non ha bisogno di grandi parole, ho sentito che l’Armonika Holistic Festival doveva essere dedicato a lui.
Non come atto formale. Non per dovere. Ma come gesto del cuore.
Come dire grazie.
Come riconoscere ciò che è stato.
E ciò che continua a essere.
Venerdì 11 settembre 2026, durante l’apertura del Festival, verrà consegnata alla sua famiglia una targa commemorativa. È un segno semplice, ma carico di significato. Un modo per dire che Giovanni fa parte di questo cammino, che la sua presenza continua a vibrare dentro ciò che Armonika rappresenta oggi anche gazie a lui.
Questo Festival è anche suo.
Perché alcune anime non se ne vanno mai davvero.
Camminano accanto a noi, in silenzio, e ci insegnano a vivere anche dopo.





