
Dott. Francesco Samuele
13 Aprile 2026Ci sono momenti, nella storia di una città e di una comunità, in cui l’attesa si satura di un’energia palpabile, pronta a trasformarsi in un’esperienza trasformativa. Dopo mesi di attento lavoro e rigorosa selezione, ho il privilegio, con l’occhio attento di chi da decenni osserva e racconta i grandi eventi culturali e sociali, di svelare ufficialmente il programma definitivo dell’Armonika Holistic Festival.
Chiudete gli occhi per un istante e immaginate: non il “solito” raduno, ma la concretizzazione di un concept ambizioso e inedito, nato fin dalla sua genesi con un obiettivo ben preciso: offrire un festival olistico di caratura strettamente professionale. Un luogo dove la scienza, lo spirito e l’eccellenza si incontrano.
La location
La cornice che ospiterà questa rivoluzione del benessere è già, di per sé, un’esperienza sensoriale. Come ormai è noto, i battenti si apriranno presso il prestigioso Hotel Duchessa Isabella, situato in Via Palestro 70. Ci troviamo nel cuore pulsante della Ferrara rinascimentale, un luogo dove la magnificenza architettonica e la storia sussurrano da ogni pietra, creando l’humus perfetto per accogliere un percorso dedicato all’elevazione dell’essere umano.
Il programma non è un semplice elenco di interventi, ma un mosaico concepito con cura millimetrica. Fin dalle prime battute, è stato strutturato come un armonioso e incalzante susseguirsi di professionisti ed esperti di altissimo profilo, provenienti da vari e complementari settori. Ognuno di loro porterà in dote un bagaglio di grande esperienza per sviscerare una precisa tematica. A tessere le fila di questo complesso e affascinante arazzo di saperi, guidando il pubblico con maestria e competenza, sarà la nostra eccezionale moderatrice: la professoressa Teodora Liscio.
Venerdì 11
Il sipario sull’area conferenze si alzerà ufficialmente venerdì 11 settembre a partire dalle ore 15:00. Sarà un momento solenne e vibrante: l’inaugurazione vera e propria del Festival da parte della direzione, un “taglio del nastro” concettuale arricchito dalla preziosa presenza dei partner, degli sponsor che hanno creduto in questa visione, e delle autorità locali, a testimonianza dell’importanza che l’evento riveste per il tessuto cittadino.
Subito dopo questo fondamentale momento di apertura istituzionale, si entrerà nel vivo. L’aria inizierà a vibrare di contenuti concreti. Alle ore 16:30 assisteremo alla primissima conferenza, un intervento destinato a scardinare vecchi paradigmi, tenuto dal professor Don Giuseppe Fusari. Il titolo del suo speech è già di per sé una promessa di catarsi: “Il perdono come detossinazione emotiva: una prospettiva spirituale – Liberare la mente e il corpo dalle zavorre del passato per ritrovare l’armonia”.
Fermatevi a riflettere sul calibro di questo relatore
Sacerdote della Diocesi di Brescia, Don Fusari è una figura dal fascino magnetico, noto ben oltre il suo profondo impegno pastorale. È un uomo dalla poliedrica attività: storico dell’arte acutissimo, docente universitario, autore e divulgatore. Ma ciò che stupisce e affascina – in modo tanto inusuale quanto potentemente efficace – è la sua capacità di fungere da ponte vivente tra spiritualità, cura del corpo, cultura e linguaggi della contemporaneità. Don Fusari, infatti, vanta una presenza attivissima e seguitissima sui social media (da Instagram a TikTok), dove è conosciuto anche come il “prete culturista”. Lungi dall’essere un mero vezzo estetico, la sua è una scelta profonda: unire la vocazione religiosa a una cura rigorosa e consapevole del corpo e dell’immagine. Pratica il culturismo con passione e risultati significativi, dimostrando plasticamente che il suo approccio è visceralmente “olistico”. Per lui, la cura dello spirito, l’allenamento della mente e la forma fisica sono tappe inscindibili di un unico, maestoso cammino. Un profilo di questo spessore lo rende il relatore perfetto, l’emblema stesso di un festival che fonde olistica, crescita interiore e un’attenzione maniacale al benessere globale.
L’onda emotiva e intellettuale non accennerà a placarsi, anzi. Dalle ore 18:00, il testimone passerà a una figura di spicco assoluto nel panorama del benessere fisico: la dottoressa Valentina Guttadauro. Nutrizionista toscana di solida fama e indiscussa professionalità, salirà sul palco per guidarci nei labirinti dell’alimentazione consapevole, cogliendo l’occasione per presentarci i fondamenti del suo ultimo libro. Il suo curriculum parla chiaro, tracciando il ritratto di una professionista che non lascia nulla al caso: Biologa Nutrizionista e Farmacista con specializzazione in Farmacia Ospedaliera. Attualmente vive e opera a Firenze, esercitando la libera professione con una visione a 360 gradi, dove il più inattaccabile rigore scientifico si fonde con le tecniche avanzate di coaching alimentare. La sua esperienza sul campo è vasta e tangibile: ha ricoperto ruoli di assoluto rilievo nella delicata gestione della ristorazione collettiva scolastica e ha intrecciato collaborazioni con istituzioni di eccellenza, come la rinomata Cooking School Lorenzo de’ Medici di Firenze. Ma c’è un dettaglio che rende il suo approccio unico, un vero e proprio colpo di genio comunicativo: la Dott.ssa Guttadauro è riuscita a portare la rigorosa scienza della nutrizione fin sul palcoscenico teatrale. Insieme a Raffaello Zanieri, ha scritto e portato in scena lo spettacolo “Mamma ho perso una taglia”, utilizzando l’arma affilata e disarmante dell’ironia per educare il grande pubblico verso stili di vita più sani. Una mente brillante al servizio della nostra salute quotidiana.
E quando la luce del tardo pomeriggio ferrarese inizierà a cedere il passo alla sera, preparatevi a un’esperienza immersiva che toccherà le corde più intime del vostro essere.
La prima giornata si chiuderà avvolta dalla magia del suono, grazie al tanto atteso concerto di Fiamma Velo. Cantautrice e musicista di eccezionale talento, di origini venete, porterà all’Armonika Festival la sua peculiare cifra stilistica: composizioni accordate sulla frequenza di 432 Hz, la cosiddetta frequenza dell’universo, nota per le sue profonde proprietà armonizzanti e curative. La storia di Fiamma sembra scritta in uno spartito: nata in provincia di Padova, ha respirato durante l’infanzia l’aria pura delle Dolomiti, a Cortina d’Ampezzo. L’amore per la musica l’ha folgorata giovanissima: a soli cinque anni le sue mani correvano già sui tasti di un pianoforte. Un percorso che non si è mai interrotto, culminato con severi studi accademici in conservatorio coronati da un diploma con lode. La sua è una ricerca incessante, che l’ha portata ad approfondire la composizione classica, la suggestiva musica per immagini e progetti avanguardistici che fondono sapientemente tradizione classica, atmosfere ambient e vero e proprio benessere sonoro. Un viaggio vibrazionale che sigillerà in modo indimenticabile l’apertura del festival.
Ma questa, cari lettori, è soltanto la soglia di ciò che stiamo per varcare.
Se c’è una cosa che oltre quarant’anni di giornalismo sul campo mi hanno insegnato, è che l’energia di un evento non si respira solo il primo giorno, nell’euforia del debutto. La vera statura di un festival si misura il giorno successivo, alla prova dei fatti, quando l’attenzione deve essere non solo mantenuta, ma elevata. E vi assicuro che la giornata di sabato dell’Armonika Holistic Festival è stata cesellata per compiere esattamente questa magia: prendere la vostra percezione del mondo e dilatarla, ora dopo ora.
Sabato 12
Il risveglio di questa seconda giornata inizierà prestissimo. Già dalle ore 09:00, l’aria tersa del mattino ferrarese farà da cornice a un incontro fondamentale per comprendere le fondamenta stesse di questo settore. Sul palco saliranno i partner del festival, le anime istituzionali: FedPro e Fedolistica. Sarà il naturopata Andrea Marini, in veste di presidente di FedPro, a prendere la parola. Con la lucidità di chi vive questa missione ogni giorno, ci condurrà dietro le quinte del mondo olistico, illustrando il lavoro vitale, e spesso silenzioso, che la federazione compie per coadiuvare, tutelare e supportare con grande professionalità le attività dei vari operatori. Un momento essenziale per ancorare la spiritualità alla solidità della competenza.
Poi, preparatevi a un vero e proprio cambio di frequenza. Alle ore 10:30, la sala conferenze accoglierà il professor Tiziano Bellucci. Il suo intervento porta un titolo che, da solo, è una bussola per l’anima: “Trovare se stessi e il proprio ruolo nella vita”.
Per chi non lo conoscesse, Bellucci non è un semplice relatore, ma uno dei ricercatori, docenti e conferenzieri italiani più autorevoli e noti nel vasto panorama dell’antroposofia contemporanea. La sua biografia è affascinante come un romanzo di formazione: una vita professionale in cui si fondono tre dimensioni centrali e potentissime: la ricerca spirituale, una profonda formazione artistico-musicale e lo studio rigoroso delle scienze umane.
Fin da giovane, rapito dal demone della musica, Bellucci ha lavorato come ingegnere del suono e insegnante di strumenti. Immaginate questo: un uomo abituato a “sintonizzare” le frequenze acustiche che, a un certo punto del suo percorso di indagine interiore, incontra l’antroposofia di Rudolf Steiner.
È la svolta.
Lì trova una sintesi armonica perfetta tra scienza, filosofia, religione e arte. Da quel momento, vi si dedica anima e corpo. Membro attivissimo della Società Antroposofica Universale, dal 2005 al 2023 è stato docente di antroposofia generale presso la celebre Scuola di Arte-Terapia Stella Maris di Bologna. Nota per la chiarezza espositiva chirurgica e un approccio profondamente esperienziale, la sua didattica promette di catalizzare l’attenzione sull’evoluzione del nostro essere.
A mezzogiorno in punto (dalle ore 12:00 alle 13:30), compiremo un viaggio che ci porterà dal cuore dell’Italia fino alle vette millenarie dell’India. A guidarci saranno Cecilia e Vivek Sharma, ambasciatori di un sapere antico e purissimo: presenteranno il Sentiero del Kriya Yoga.
Parliamo di un’antica scienza spirituale, un tesoro custodito gelosamente per secoli dai grandi Maestri indiani e donato finalmente all’Occidente nel XX secolo da una figura monumentale: Paramhansa Yogananda, il celebre autore di “Autobiografia di uno Yogi”.
Il Kriya Yoga, definito dallo stesso Yogananda come “la via più rapida, efficace e scientifica per avvicinarsi all’Infinito”, ci verrà svelato come il mezzo definitivo per il risveglio della coscienza, la trasformazione interiore e la tanto agognata liberazione dalla sofferenza, verso la Realizzazione del Sé. Le storie dei due relatori sono la testimonianza vivente di questa trasformazione.
Cecilia Sharma calca questo sentiero dal 1997, anno in cui la sua vita si incrocia con quella di Swami Kriyananda, discepolo diretto del grande Yogananda. Al suo fianco, Vivek Sharma: un ricercatore spirituale plasmato dallo stesso Swami Kriyananda (incontrato in India nel 2005), un incontro così deflagrante da spingerlo ad abbandonare la sua precedente vita, totalmente assorbita dalle frenesie del mondo imprenditoriale, per dedicare ogni suo respiro alla diffusione di queste pratiche di guarigione interiore.
Dopo una necessaria pausa pranzo per sedimentare le potenti energie della mattinata, si tornerà in sala alle ore 15:00.
Sarà dunque il turno dell’operatore olistico e ricercatore Manlio Di Donato, una mente brillantissima nel campo dell’invisibile. Salirà sul palco per presentarci il suo nuovo libro e, soprattutto, la sua tecnica rivoluzionaria denominata ‘Ricalibrazione Planetaria’. Di Donato è un profondo studioso delle energie sottili, noto a livello nazionale per le sue meticolose indagini sul prana, sull’etere e sul ki (o orgone). Ascoltarlo significa comprendere come queste dimensioni impalpabili non siano concetti astratti, ma forze che interagiscono costantemente e potentemente con la nostra macchina umana, influenzandoci a livello fisico, emozionale e intimamente spirituale.
Ma è dalle ore 16:30 (e fino alle 18:00) che vi chiedo di tenere i cuori aperti e i fazzoletti a portata di mano, perché assisteremo a qualcosa che trascende la semplice “conferenza”. Avremo il privilegio di bere dalle parole e dall’esperienza di vita della dottoressa Silvia Calcavecchia. Siciliana, giornalista laureata, scrittrice, blogger e content creator fenomenale, Silvia è la creatrice dell’universo Sissiland. Affetta fin dalla nascita da una paralisi cerebrale infantile e da una patologia degenerativa che le ha ridotto la vista quasi del tutto, Silvia ha compiuto il miracolo alchemico più grande: ha preso una condizione che avrebbe schiacciato chiunque e l’ha forgiata, trasformandola in una sorgente inesauribile di forza e ispirazione per migliaia di persone. Attraverso i suoi seguitissimi canali, racconta la vita sfoderando armi imbattibili: la leggerezza, una creatività dirompente e un’ironia tagliente, diventando un faro per i temi della resilienza e dell’inclusione.
Il suo intervento, dal titolo magnifico “Una donna in cammino: l’evoluzione interiore oltre la cura fisica”, sgretolerà letteralmente il dogma che lega la disabilità unicamente al letto di un ospedale. Condividerà con noi il suo intimo percorso, dimostrando come le sfide di un corpo che vacilla possano diventare il propellente per una consapevolezza accecante. Ci insegnerà che la guarigione autentica è, prima di tutto, un’evoluzione profonda dell’anima. Un monito potente a guardare oltre l’involucro materiale, per riscoprire la forza inaudita che dorme in ognuno di noi.
L’impatto emotivo di Silvia ci lascerà trasformati, preparando il terreno ideale per l’ultimo, straordinario appuntamento della giornata.
Dalle ore 18:00 alle 19:30, il palco sarà del Dottor Francesco Samuele, con un intervento attesissimo e cruciale: “I geni non sono il destino – Epigenetica e sistema endocannabinoide tra scienza e mito”. Con il rigore di uno studioso che non cede al fascino del sensazionalismo, Samuele farà piazza pulita delle banalizzazioni moderne. Esplorerà il rapporto reale, tangibile ma enormemente complesso tra l’epigenetica e il nostro sistema endocannabinoide. Scordatevi le narrazioni fiabesche. Come promette la sua sinossi, sentiremo parole chiare: “L’epigenetica non riscrive il DNA. Il sistema endocannabinoide non ‘attiva’ o ‘spegne’ geni in modo miracoloso.” Eppure – ed è qui che la scienza diventa poesia pura – tra questi due sistemi sussiste un dialogo biologico innegabile, coerente e affascinantemente complesso. Una lezione che promette di ancorare le nostre speranze olistiche alla cruda e meravigliosa realtà della nostra biologia.
E mentre l’eco di queste ultime verità scientifiche risuonerà ancora tra le antiche pareti dell’Hotel Duchessa Isabella, la serata ci riserverà altre vibrazioni.
Se pensate che la densità emotiva e intellettuale del sabato pomeriggio possa esaurire l’energia di questo evento, vi invito a ricredervi. Nella mia lunga carriera di studioso, ho imparato che i festival veramente memorabili sono quelli che sanno trasformare il tramonto non in una fine, ma in un nuovo, vibrante inizio.
E infatti, la monumentale giornata di sabato culminerà in un evento che definire “concerto” sarebbe un imperdonabile limite. Dalle ore 20:30, il rigoglioso giardino dell’Hotel Duchessa Isabella diventerà il palcoscenico naturale per l’esibizione, rigorosamente gratuita, dei Lingalad. Chiudete gli occhi e provate a immaginare l’atmosfera: la sera ferrarese che scende, le fronde degli alberi mosse da una brezza leggera, e le prime note acustiche che si alzano nell’aria. Nati nel 2001 dall’intuizione e dalla voce di Giuseppe Festa, autore e anima del progetto, i Lingalad sono una perla rara nel panorama folk italiano. Fin dagli esordi, hanno forgiato uno stile unico, una fusione alchemica di folk acustico, suggestioni celtiche e atmosfere rarefatte, ispirate al mito, alla potenza della natura e all’epica della letteratura fantasy. La loro non è una semplice carriera musicale, è un viaggio trionfale: il loro primissimo album, “Voci dalla Terra di Mezzo”, ha folgorato gli appassionati dell’universo tolkieniano, tanto da portarli, nel 2003, a suonare a Toronto per la première mondiale de “Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re”, ricevendo il plauso diretto degli stessi membri della famiglia Tolkien. Ma un artista vero non si ferma. Negli anni successivi, la band ha esplorato nuove latitudini interiori, spostando il focus dal fantasy all’incanto naturalistico con opere meravigliose come “Il canto degli alberi” e “Lo spirito delle foglie”, per poi approdare alle sonorità folk-rock e alle contaminazioni letterarie (ispirate ai romanzi dello stesso Festa) di “La locanda del vento” e “Confini Armonici”. Ascoltarli dal vivo nei festival o nei teatri di mezzo mondo non equivale mai a guardare un’esibizione, ma a vivere un’esperienza immersiva, un pellegrinaggio sonoro e narrativo capace di spalancare porte su mondi lontani e paesaggi interiori.
Domenica 13
E dopo la magia della notte, arriverà l’alba della domenica, l’ultima, trionfale giornata del Festival.
I lavori si apriranno toccando una delle corde più sensibili dei nostri cuori: l’amore incondizionato per i nostri compagni di vita a quattro zampe. Incontreremo la dottoressa Elisa Pasquini, naturopata ed esperta in Tecniche Naturali Tradizionali, che terrà una sessione imperdibile sul benessere energetico per cani e gatti. Se amate gli animali, vi assicuro che non potrete mancare. La storia della dottoressa Pasquini è di quelle che ispirano coraggio: immaginate una donna con una solida laurea. Poi, il richiamo ineludibile della vera vocazione. Elisa ha avuto il fegato di svestire i suoi panni accademici per seguire la sua missione: guidare umani e animali verso una riconnessione profonda con i ritmi della Natura. Si è diplomata in Naturopatia a indirizzo psicosomatico presso l’autorevole Istituto Riza, studiando senza sosta l’interazione tra mente, corpo ed emozioni.
Le sue parole cambieranno il vostro modo di guardare i vostri amici pelosi.
A metà mattinata, il livello istituzionale e scientifico si alzerà ulteriormente. Assisteremo a una fondamentale tavola rotonda orchestrata dalla SIM (Società Italiana di Medicina). Su quel palco siederà un pool di professionisti di altissima levatura: la dottoressa Simona Fantini che modererà l’incontro, il dottor Marcello Monsellato, il dottor Claudio Pagliara e l’avvocato Andrea Montanari. Il titolo dell’incontro è un manifesto programmatico: “Insieme per salute e benessere: la medicina che vogliamo”. Sarà un crocevia indispensabile tra il rigore della scienza medica, i diritti e la visione olistica del paziente.
Dopo l’ultima pausa pranzo, il pomeriggio riprenderà alle ore 15:00 scendendo nelle profondità dell’animo umano con la dottoressa Myriam Lopa. Il suo intervento, “Benessere profondo, quando guarire le radici cambia tutto”, toccherà verità scomode quanto necessarie. Vi è mai capitato di inseguire strenuamente il benessere e vederlo sfuggire? La dottoressa Lopa ci spiegherà che spesso non stiamo sbagliando nulla nel presente, ma portiamo sulle spalle radici malate. Portiamo nel nostro corpo e nelle nostre relazioni le impronte taciute di chi ci ha preceduto: storie non dette, ferite non elaborate, schemi generazionali. Attraverso il portentoso Modello INteGRA – che fonde la potenza delle costellazioni familiari, l’introspezione della psicologia e le scoperte delle neuroscienze – esploreremo come trasformare finalmente questi pesi ereditati, per ritrovare quella leggerezza pura che è il vero significato della parola benessere.
A chiudere il cerchio degli interventi, alle ore 16:30, sarà il rinomato pasticcere e ricercatore olistico Giampaolo Burbello. Con il suo intervento intitolato “Cibo vivo”, riporterà la nostra attenzione al tempio del nostro corpo, al tema imprescindibile dell’alimentazione e della sana nutrizione.
Una chiusura perfetta per ricordarci che l’evoluzione spirituale passa inesorabilmente per ciò di cui ci nutriamo ogni giorno.
Il sipario sull’Armonika Holistic Festival calerà dolcemente subito dopo. Ci saranno i doverosi ringraziamenti di tutto lo staff e delle autorità locali, seguiti da un ultimo, intimo concerto nei giardini dell’hotel, per salutare i convenuti e permettere a quell’energia vibrante di sedimentarsi nei cuori di tutti i presenti.
Aggiungo, con la precisione che si deve ai grandi eventi professionali, un dettaglio vitale: per tutti gli associati FedPro e alle associazioni collegate (come Fedolistica, NaturFed, Unicounseling…) che parteciperanno all’intera tre giorni, verranno riconosciuti ben 16 CFP (Crediti Formativi Professionali) per ogni singola giornata, oltre al rilascio di un regolare attestato di partecipazione. Un valore inestimabile per il curriculum di ogni operatore.
Certi di aver condensato per voi l’eccellenza assoluta del panorama olistico italiano, il nostro invito è uno solo, definitivo e irrinunciabile: vi aspettiamo, dall’11 al 13 settembre del 2026, all’Armonika Holistic Festival di Ferrara.
Il viaggio verso il vostro nuovo benessere sta per iniziare.





